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Il ruolo degli omega 3 nello sport agonistico

<< Mens sana in corpore sano >>: Giovenale già nel II secolo d.C così sintetizzava nella sua opera le Satire una sapienza antica, che è valida ancora oggi.
Una regolare attività fisica, di qualsiasi tipo, aiuta, infatti, ad avere una maggior autostima e fiducia nelle proprie capacità facilitando i rapporti sociali; prepara ad una maggior sopportazione dello stress proteggendo il nostro organismo da disturbi come ansia e depressione. Inoltre, l’esercizio fisico comporta una migliore mobilità articolare, tonicità muscolare e corretta postura.
È per questo importante che lo sport sia praticato a tutte le età con costanza e che venga insegnato fin dall’infanzia.

Praticare sport può avere ulteriori riscontri sulla nostra salute, come:

  • Una migliore tolleranza al glucosio e un minor rischio di sviluppare il diabete di tipo 2
  • Un aiuto nella prevenzione di ipercolesterolemia e ipertensione
  • Una riduzione dei livelli della pressione arteriosa e del colesterolo
  • Un minor rischio di sviluppare patologie cardiovascolari e tumori, in particolare al colon e al seno
  • Una prevenzione e riduzione non solo di osteoporosi e rischio di fratture, ma anche di disturbi muscolo-scheletrici
  • Una diminuzione del rischio di obesità attraverso un maggiore dispendio energetico.

L’esercizio fisico, quindi, è un importante aiuto per mantenere in salute il nostro organismo: è uno strumento di prevenzione che deve accompagnare la nostra vita quotidiana, migliorando i livelli di forza, resistenza, flessibilità e benessere.

Non tutti i livelli di sport sono uguali

Come sappiamo però, non tutti i livelli di sport sono uguali. Gli sport praticati a livello agonistico, che prevedono sforzi prolungati nel tempo, mettono a dura prova l’organismo.
Ciascuno di noi ha sperimentato nella propria vita che abusare troppo di qualsiasi cosa sia dannoso.
Questo vale anche per lo sport, dove conseguenze indesiderate possono emergere nel breve, medio e lungo termine, coinvolgendo diversi distretti o apparati del nostro organismo.
In particolare, il sistema cardiovascolare, in seguito ad allenamenti di resistenza come corsa su lunga distanza o triathlon, può incorrere in un rischio di danneggiamento. Una ricerca pubblicata sulla rivista Mayo Clinic Proceedings, condotta dal cardiologo James O’Keefe, osserva che gli allenamenti “estremi” comportino cambiamenti cardiovascolari di tipo strutturale, come ad esempio un ispessimento delle pareti vasali. Inoltre, è emerso che il 12% dei maratoneti che hanno partecipato allo studio mostravano segni di lesioni miocardiche e problemi coronarici più frequenti rispetto al gruppo di controllo.

Di base, comunque, il meccanismo che si instaura a seguito di sforzi prolungati, è un meccanismo infiammatorio latente, un’infiammazione cronica che si protrae nel tempo rischiando di causare gravi danni se non vi si presta attenzione.
L’infiammazione, infatti, gioca un ruolo molto importante nel determinare lo stato di salute del nostro organismo. Essa rappresenta una concausa di molte patologie diverse fra loro come infarto, cancro, diabete, malattie neurodegenerative.
È bene quindi prestare attenzione e mettere in atto diverse strategie per prevenire o limitare il danno.

Come combattere l’infiammazione cronica

Sappiamo che un ruolo fondamentale per il controllo dell’infiammazione, soprattutto quella cronica, è svolto dall’alimentazione. Infatti, attraverso una dieta sana ed equilibrata, è possibile ridurre stati infiammatori anche severi e quindi prevenire alcune patologie connesse a tale stato.
Ecco perché allora la scelta della tipologia e della qualità degli alimenti risulta essere ancora più importante nel momento in cui sottoponiamo il nostro organismo a un esercizio fisico di tipo intensivo e prolungato nel tempo.

Tra i macronutrienti più importanti nel controllare processi di infiammazione legati ad attività fisica anche intensa, troviamo gli acidi grassi polinsaturi, in particolare quelli appartenenti alla serie omega-3, che svolgono molteplici funzioni:

  • un ruolo strutturale per le cellule, in quanto inserendosi tra le strutture delle membrane le rende più fluide e quindi più sane
  • un’azione ipotensiva
  • un abbassamento del colesterolo LDL

In particolare tra gli acidi grassi polinsaturi un ruolo chiave è svolto dall’acido alfa linolenico, uno dei soli due acidi grassi essenziali presenti in natura. Non essendo sintetizzabile dall’organismo umano l’unico modo per assumerlo è tramite la dieta e l’integrazione. L’acido alfa linolenico è coinvolto in numerosi processi che avvengono nel nostro organismo; in particolare agisce sulla sintesi di molecole coinvolte nei processi infiammatori diminuendone la loro produzione.
Purtroppo la maggior parte della popolazione è carente in acido alfa linolenico e in quanto tramite la dieta non riusciamo ad assumerne abbastanza e questo vale in particolar modo per gli sportivi. Rispetto agli altri omega-3 o omega-6, infatti, questo prezioso alleato della nostra salute è presente solo in ben pochi alimenti e tutti di origine vegetale.
Ciò che possiamo fare, quindi, è integrarlo tramite l’assunzione di supplementi nutrizionali, al fine di garantirne il giusto apporto al nostro organismo.